INFORMATIVA

Non è la prima volta che notiamo la presenza in rete (siti internet, blog, ecc.) di "qualcuno" che si appropria del “nome” del prof. Marco Todeschini e dei suoi lavori e di quanto pubblicato in merito nel nostro sito di PsicoBioFisica – Amici di Marco Todeschini, per farsi pubblicità o, addirittura, per “vendere” testi, documenti, ecc. estratti dal nostro sito.

Ovviamente tale attività è assolutamente illecita e illegale.

Noi, redattori e soci del Circolo di PsicoBioFisica, siamo i primi a considerare positivamente coloro che citano nei loro lavori il prof. Todeschini, per il fatto che il nostro obiettivo principale è proprio quello di far ricordare questo scienziato nel più ampio modo possibile.

Ma, sfruttare le nostre ricerche e le nostre conoscenze e fatiche a scopo di lucro non lo possiamo accettare.

Sia chiaro, quindi, che faremo tutelare i nostri diritti perseguendo legalmente tutti coloro che dovessero essere colti in flagranza.

Invitiamo perciò tutti gli “Amici di Marco Todeschini” a segnalare eventuali “abusi” di tal genere che dovessero notare navigando in rete.

Il Circolo di Psicobiofisica.


Carissimi Amici siamo costretti, per così dire, a rendervi partecipi di un bell’articolo pubblicato sul sito:

3 febbraio 2019

nel quale si discute sulla necessità o meno del pensiero filosofico come coadiuvante della scienza, in quanto, secondo il pensiero di molti, oggi, non sarebbe più indispensabile, anzi, sarebbe un ostacolo allo sviluppo del progresso scientifico e tecnologico.

Personalmente non siamo per nulla d’accordo su questo nuovo intransigente indirizzo culturale in quanto crediamo fermamente nell’esatto contrario poiché riteniamo la filosofia assolutamente fondamentale per comprendere i fenomeni, valutarne la realtà sotto tutti gli aspetti, la loro ingerenza sulla vita dell’uomo e delle società, scoprirne e vagliare gli aspetti celati alla evidenza sperimentale, stimarne il loro valore speculativo, ecc.

La filosofia deve morire: Boncinelli propone un manifesto del totalitarismo scientifico

Ormai siamo al confronto aperto, non si fa neanche più finta di dialogare sui rapporti tra scienza e società, la prima è dichiarata come unica fonte di verità e quindi sarà obbligatorio uniformarsi ai suoi dettami.

 

“La farfalla e la crisalide” si intitola l’ultimo libro del genetista Edoardo Boncinelli, la farfalla che nasce dopo un lungo periodo di preparazione sarebbe la scienza che ormai sarebbe matura per prender il volo abbandonando alle spalle una inutile e superata filosofia. Curiosamente Boncinelli ignora che la farfalla è destinata a morire presto, la sua similitudine non sembra quindi molto beneaugurante. Da quello che scrive Daniela Mengazin e riportato su Pikaia, per Boncinelli la filosofia sarebbe ormai solo una “inutile zavorra”: l’avvento del metodo sperimentale ha segnato l’irreversibile rivoluzione che avrebbe liberato la farfalla della scienza dalla sua storica incubatrice, rendendola pienamente autonoma. La farfalla, non più gravata da un’inutile zavorra, può ora librarsi nei cieli della razionalità,

perseguendo il progresso scientifico e tecnologico. Ma i funerali della

filosofia, da tempo annunciati per l’anacronismo e l’inefficacia dei suoi

metodi, non sono ancora stati celebrati. È il sintomo più eloquente di uno storico equivoco.

 

La filosofia sarebbe inefficace, un’affermazione che si scontra con il fatto che la scienza non può legittimare sé stessa con i propri metodi, l’epistemologia studia i fondamenti della scienza

osservandola dall’esterno.

La scienza si basa su assunti indimostrabili col metodo scientifico: 

 

  1. La realtà è sempre comprensibile all’intelletto umano
  2. La realtà si basa su delle leggi

Inoltre, la scienza ha dei limiti, non può occuparsi delle finalità delle cose e non può occuparsi di ciò che è immateriale come il bene e il male, il bello o il brutto o l’arte. 

In tempi più onesti un grande nome come Jacques Monod disse chiaramente nel suo celebre “Il caso e la necessità” che la scienza ha dei limiti ricordando ad esempio il “postulato di oggettività” che afferma: il rifiuto sistematico a considerare la possibilità di pervenire ad una conoscenza vera mediante qualsiasi interpretazione dei fenomeni in termini di cause finali, cioè di progetto. Il postulato di oggettività è consustanziale alla scienza e da tre secoli ne guida il prestigioso sviluppo. E’ impossibile disfarsene, anche provvisoriamente, o in un settore limitato, senza uscire dall’ambito della scienza stessa.“ L’affermazione che non si possa ipotizzare un progetto nella natura e che la ricerca della conoscenza deve prescinderne è dunque riconosciuto come “postulato”, non un fatto dimostrabile scientificamente, la scienza stessa quindi secondo Monod si è data dei limiti e lo ha fatto con una scelta filosofica. Monod poi continua: “Porre il postulato di oggettività come condizione della scienza vera rappresenta una scelta etica e non un giudizio di conoscenza in quanto, secondo il postulato stesso, non può esservi conoscenza vera prima di tale scelta arbitraria.“ L’affermazione della ‘scienza’ secondo la quale non esiste conoscenza al di fuori di quello che è indagabile come pura correlazione causa-effetto è dunque una scelta arbitraria e quindi una posizione filosofica. Alla luce di queste premesse appare in tutta la sua erroneità di petizione di principio (concetto filosofico) quella con la quale si afferma che la filosofia non può far avanzare la conoscenza: se l’obiettivo è far avanzare la conoscenza, una delle due risulterà più efficace dell’altra, una progredirà realmente mentre l’altra no (o sembrerà farlo solo in apparenza), una si dimostrerà capace di uno sguardo lungimirante al futuro, l’altra rimarrà incatenata a una sterile autoreferenzialità.

Curiosa l’accusa di autoreferenzialità rivolta alla filosofia e sostenuta in virtù di un postulato che rende la scienza, questa sì, autoreferenziale. E sulle fondamenta di questo errore logico che solo la filosofia può affrontare, nell’articolo si lancia una sentenza mortale nei confronti della filosofia, una disciplina che non dovrà più essere tollerata: Quella appena descritta è l’iconografia dell’alternativa tra pensiero scientifico e filosofico. E chiede di schierarci: o dalla parte di esperimenti e misurazioni, o da quella della razionalità aprioristica e dei modelli teorici. Tra il laboratorio e la poltrona non si danno terze vie, né fantasiosi appelli a reciproci benefici. C’è posto per una sola fonte stabile di conoscenza, l’alternativa ne rappresenta al più un freno o un danno. A sostegno della sentenza di morte per la filosofia vengono riportate le parole di nomi celebri della scienza, quasi dei nuovi profeti, due esempi per tutto Stephen Hawking e Richard Dawkins: Per la filosofia la diagnosi finale è notoriamente arrivata con le parole dell’astrofisico Stephen Hawking, nel saggio pubblicato a quattro mani con

Leonard Mlodinow “The Grand Design” (2010): “La filosofia è morta”. E sarebbe stata spodestata delle sue tradizionali domande intorno all’origine del mondo, da dove veniamo e perché siamo qui… Il biologo evoluzionista e divulgatore Richard Dawkins, che al saggio di Krauss ha dedicato una generosa postfazione (paragonandone il potenziale impatto a quello dell’ “Origine delle specie” di Darwin!), si è dimostrato altrettanto critico nei confronti della filosofia. Tra le pagine del “Gene egoista” (1976) si chiese perché la “filosofia e le materie cosiddette «umanistiche» venissero ancora insegnate quasi come se Darwin non fosse mai esistito”? Tutte queste posizioni, sulle quali si schiera anche Boncinelli con il suo libro, a dispetto dei nomi altisonanti che le sostengono sono conseguenza di una evidente ignoranza dell’argomento trattato, non è una battuta dire che se tutti costoro avessero studiato filosofia avrebbero evitato di cadere in errori tanto grossolani. L’unica alternativa all’ignoranza è che l’uccisione della filosofia sia un atto consapevole, un gesto del tipo di quello compiuto dal burattino Pinocchio nell’uccidere il grillo parlante perché gli diceva la verità, quella che lui non voleva sentire.

 

Firmato: Enzo Pennetta



25 aprile 1899 - 25 aprile 2019

120° ANNO DALLA

NASCITA DI 

MARCO TODESCHINI

 

 

Il 25 del mese di aprile 2019 ricorre il 120° anno dalla nascita del nostro Marco Todeschini e abbiamo pensato di pubblicare per l'occasione il fascicolo che riguarda il capitolo titolato "all'attenzione del lettore"  presente nel volume Pisobiofisica, seconda edizione del 1975. E' un capitolo interessante che descrive i motivi che portarono alla necessità di ripubblicare tale libro ampliato nei contenuti e nel quale Todeschini ripercorre le vicende e gli studi che lo portarono alla formulazione della sua teoria unitaria del terzo millennio. 

 

(cliccare sull'immagine a sinistra)


ARTICOLO di MICHELE LEONARDI

(clicca sull'immagine per scaricare e leggere)


ROCCO VITTORIO MACRI'

 

In occasione della ricorrenza de 30° anno dalla morte del Prof. Dott. Ing. Marco Todeschini, ci piace proporre ai nostri affezionati lettori due recenti volumi redatti da un suo grande ammiratore ed allievo nei quali, nella lucida disamina dell'attuale situazione scientifico-flosofica, egli ricorda e ripropone il pensiero psico-bio-fisico todeschiniano.


I libri sono in vendita in tutt’Italia e in Europa continentale, oltre che nel Regno Unito, America, Australia, Nuova Zelanda e Canada attraverso Amazon et similia, sia in formato cartaceo che in formato elettronico. Sito: www.episteme3.org.


di Michele Falzone

STEPHEN W. HAWKING in "La grande storia del tempo" Guida ai misteri del cosmo, scrive:

 

La teoria della relatività generale descrive la forza di gravità e la struttura dell’universo su larga scala, vale a dire, in ordini di grandezza che vanno da pochi chilometri a milioni di milioni di milioni di milioni (1 seguito da 24 zeri) di chilometri, le dimensioni dell’universo osservabile.

 

La meccanica quantistica, d’altro lato, si occupa dei fenomeni che accadono su scala estremamente ridotta, come un milionesimo di milionesimo di centimetro. Sfortunatamente, però, sappiamo che queste due teorie sono in contraddizione tra loro e non possono quindi essere entrambe corrette. Uno dei più grandi sforzi della fisica odierna (che è anche l’argomento principale di questo libro) è quello della ricerca di una nuova teoria che le includa entrambe: una teoria quantistica della gravità. Noi non possediamo ancora una tale teoria, e può darsi che debba passare ancora molto tempo prima che venga scoperta, ma conosciamo già parecchie delle proprietà che essa dovrebbe avere. 

 

(continua cliccando sull'immagine)

 


rappresentazione “artistica” di un fotone

Paolo Giovanetti,

un caro amico nostro oltre che “Amico di Todeschini”, ci ha onorato di farci partecipi di un suo apprezzabilissimo lavoro dal titolo “Teoria dei Vortici Sferici”, nel quale unisce il suo non comune sapere scientifico e filosofico ad una sorprendente capacità di illustrare, sia con il testo ma soprattutto con le immagini, una sua originale teoria cosmogonica.

 

E’ con grande piacere che segnaliamo questo testo, che potrete reperire e acquistare in rete, certi che lo troverete, per la sua particolarissima impostazione, di piacevole lettura oltre che interessante dal punto di vista scientifico.

 

  (Cliccare sulla copertina)

(rappresentazione “artistica” di un fotone)


FILMATO DELLA RELAZIONE DEL CIRCOLO

ALLA CONFERENZA DI CATANIA

 "OLTRE I LIMITI DELL'UOMO"

 

03 LUGLIO 2016

 

(cliccare sulla locandina)


MARCO TODESCHINI - Tra Fisica e Metafisica

di FIORENZO ZAMPIERI

VERSIONE EBOOK - PER SCARICARLO DIGITARE SUL VOSTRO BROWSER PREFERITO:

"MARCO TODESCHINI TRA FISICA E METAFISICA"


PER CONOSCERE TODESCHINI

apri i cassetti....


LIBRI su MARCO TODESCHINI

Per ottenere maggiori informazioni

è necessario inviare una mail all'indirizzo di posta del Circolo:

staff@circolotodeschini.com

 



Il libro "Marco Todeschini" di Fiorenzo Zampieri. Clicca sulla copertina e vai al sito  dell'editore.