Ricordando Marco Todeschini scienziato e poeta

Il 13 ottobre 1988 lo spirito immortale di Marco Todeschini lasciava il suo corpo per tornare in quella dimensione spirituale della cui esistenza, con grande genio, ci aveva donato le prove inconfutabili.

Sono trascorsi vent'anni da quel giorno e quindi ci corre l'obbligo e l' onore ricordarlo.

Non vogliamo però ripercorrere ancora una volta le tappe già conosciute della sua vita (che ci riserviamo di riproporre in estrema sintesi  in calce a quest'articolo) e dei riconoscimenti ricevuti per la sua opera scientifica  ma svelare, in quest'occasione, un suo lato poco conosciuto sebbene anch'esso, a parer nostro, di grande interesse.

Todeschini era dotato di una sensibilità particolare che l' ha avvicinato, fin da giovane, al mondo della poesia e che lo stimolava a cimentarsi con essa, per suo vezzo personale. Ma anche in questa attività volle distinguersi, tanto che la sua maggior fatica poetica, oltre a scrivere moltissime poesie di natura sentimentale, religiosa e patriottica, si esplicò nella volontà di produrre un Poema davvero ambizioso ed originale.

Il Poema proponeva di porre in versi la vita e le opere dei più grandi personaggi della Scienza, della Storia, e della Cultura mondiale, spaziando dall'Astronomia alla Letteratura, dalle Esplorazioni e Scoperte alla Matematica, e così via.

Programma tanto vasto e complesso da non poter, a buon senso, essere portato a termine da mente umana. Ma Todeschini, dotato di enorme fiducia nelle sue possibilità, tentò comunque l'impresa.

Con l'aiuto della “Treccani” stilò dapprima una lista dei vari personaggi suddivisi nelle diverse discipline ed epoche, per poi mettersi all'opera.

Ma, come era da aspettarsi, il tempo, gli impegni, la famiglia e soprattutto la creazione dell'altra sua grande opera a carattere scientifico, a cui teneva più di tutto, e cioè “La Teoria delle Apparenze”, non gli permisero di portare a termine il progetto.

Resta, però, a nostra disposizione, una considerevole parte di quel lavoro, che ci permette di ammirare ancora una volta ed ancora di più, la grandezza del suo genio.

Infatti di quel lavoro possiamo, oggi, apprezzare i versi dei canti dedicati ai: Letterati, agli Astronomi, ai Matematici ed ai Navigatori ed Esploratori.

Restano in nuce, purtroppo, i canti dedicati agli Inventori, ai Chimici, ai Fisici, ai Pittori e Scultori, ai Medici, ai Guerrieri, ai Filosofi, ai Giuristi, ai Santi ed ai Politici. Di alcuni di questi abbiamo a disposizione alcuni manoscritti incompleti.

E' il momento, a questo punto, di dare un piccolissimo esempio della capacità poetica dell'autore.

 

Si tratta del racconto di una visita ad un osservatorio astronomico da parte di uno studente, accompagnato da un nume tutelare, scienziato astronomo, dal nome sintomatico di Miraceli e da un matematico chiamato Calcoloni, che illustrano al visitatore la vita, le opere e le scoperte dei grandi astronomi dall'antichità fino ai giorni in cui è stato scritto il poema e, poiché non si parla del pianeta Plutone, si deduce che il testo sia stato scritto prima della sua scoperta e cioè ai primi anni '30 del 1900. Per proseguire poi nell'illustrazione dei pianeti del Sistema Solare.

(clicca in basso a destra del riquadro per ingrandire...)

Davvero dispiace che quest'opera non sia conosciuta perchè per il suo carattere originale e per l'impegno profuso dall'Autore, che dimostra di possedere una cultura davvero enciclopedica, meriterebbe senz'altro gli onori della ribalta.

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Una delle sue tantissime poesie dal carattere particolarmente commovente che dedicò ad un soldato colpito a morte accanto a lui.

 

A LUGLI ANTONIO

 

E’ caduto l’amico a me vicino

L’amico dell’infanzia i dì più belli

Bagna di rosso un giallo fiore alpino

Col sangue che gli sgorga dai capelli

 

Sul bianco volto un sorriso divino

Il vento piega dei verdi fuscelli

Fischiano sraphell la morte e il destino

Ei più non canta i suoi dolci stornelli!

 

Stà muto e ceco rivolto al nemico

Offrendo al Cielo la propria ferita

Cogli il mio pianto diletto amico

 

Cogli il mio amore su questa salita

Umile e grande come l’Eroe antico

Qui ti vedrò per tutta la mia vita!

 

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Piero Zorzi e Omero Speri accanto al loro “maestro”, il prof. Marco Todeschini
Piero Zorzi e Omero Speri accanto al loro “maestro”, il prof. Marco Todeschini

 

Nel 20° anno dalla sua scomparsa:
OMERO SPERI

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SCIENZIATO
SCOPRITORE NEL 1974
ASSIEME A PIERO ZORZI
DELLA “FUSIONE FREDDA”

 

Pensiamo di fare cosa senz’altro gradita nel ricordare, pubblicando quanto segue, a chi ricorda ed anche a chi non ha avuto occasione di conoscerlo, (scarica l'inserto)

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